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Jammin Juan 2021: il bilancio della 4a edizione. Quello di Sébastien Farge il miglior concerto
Scritto da Jean Louis Truchi   
lunedì 29 novembre 2021
JUAN LES PINS - La 4a edizione di Jammin Juan, al Palazzo dei Congressi di Juan les Pins, è stata una maratona del jazz. Ogni pomeriggio dalle 14 alle 19, 6 showcase di 35 minuti, in due sale alternate. Bisogna correre tra il 2º e il 3º piano ad ogni cambiamento per avere un buon posto per le foto. La sera alle 21 un grande concerto nell'auditorium, poi la serata prosegue nel Ristorante Da Ugo al piano terra con un nuovo showcase, poi una jam session fino all'una del mattino. La gamma delle musiche proposte è molto ampia, che vanno dal jazz caraibico (Abraham Réunion con una giovane cantante eccellente ) alla musica spagnola (due bande) passando per un jazz di influenza indiana (Baiju Batt & Red Sun). Da ricordare tra tutti questi noti musicisti. Il 3 novembre il quartetto Robinson Khoury, giovane trombone, già sentito all'Off dell'estate scorsa, in un'altra formazione, Sarab, con Manu Codjia o Ibrahim Maalouf; Half Easy Trio, con il pianista Franz Von Chossy, che ha una mano sinistra notevole, e un contrabbasso Johannes Fend molto creativo; la cantante Laura Prinz, con il quartetto del pianista Gregory Privat, che già nel 2008 suonava con la cantante brasiliana Catia Werneck. Concerto serale deludente, con un falso oud elettrico. Il 4 novembre un primo gruppo spagnolo, Los Aurora, con cantante di flamenco e ballerino di tip tap, eccellente ma lontano dal jazz, come l'altro trio ispanico della pianista Mélodie Guimard, eccellente strumentista, ma molto influenzata dal flamenco contemporaneo; il quartetto di Igor Gehenot al pianoforte, con il trombettista Jean Paul Estievenart, propone una splendida musica originale, tra post bop e musica contemporanea, che va dritta al cuore, senza dubbio uno dei migliori gruppi di questo Jammin Juan. Il concerto serale ha proposto una musica di una tristezza infinita, noiosa. Il 5 novembre un altro pianista di una meravigliosa musicalità e creatività, Dexter Goldberg in trio, con un fraseggio vivace, pieno di virtuosismo; bella performance di Anne Paceo, che accompagna in trio il pianista Christophe Imbs, che pensa indispensabile deformare il suono del pianoforte con effetti elettronici non molto piacevoli; anche un Joan Eche Puig ma fin troppo discreto, sentito più ispirato con Richard Manetti per esempio. Da notare il grande successo dell'unico gruppo di musicisti italiani, Jemm Music Project, stupefacente sextet che produce una musica tribale, gioiosa, danzante e molto festosa. Al vibrafono e log drum, Giacomo Riggi, Matteo Cuzzolin sax tenore, Hannes Mock trombone, Marco Stagni electric bass, Andrea Polato batteria. E Max Castlunger, che suona una decina di strumenti: percussioni tagliate in tronchi d'albero, flute, chalumeau, steel pan, hang, balafon, krakeb, darabouka e uno strumento giapponese, una sorta di chitarra a tasti. Stupefacente, uno spettacolo per occhi e orecchie. La sera il quartetto del fisarmonicista Sébastien Farge ci incanta con la sua musica molto moderna e originale, con Francis Arnaud alla batteria, ben in sintonia con Sébastien, e un ottimo pianista, Amaury Faye. Il migliore di tutti i concerti. Il 6 novembre, per concludere questo 4° Jammin Juan, due ottimi concerti importanti: il nonet Mansfarroll's Camapana Project, con musiche ispirate da Dizzy Gillepsie, seguito dal quartetto di Guillaume Perret, lo "scultore del suono". Un'altra edizione molto bella.

(10 fotografie di Poulpy a pagina 129 della Galleria immagini)
 
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