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Recensendo [cd]: "Absence" di Terence Blanchard
Scritto da Adriano Ghirardo   
lunedý 01 novembre 2021
La centralità di Wayne Shorter nella scena jazz contemporanea la si evince, oltre che dalla sua produzione, dal numero di omaggi da parte dei suoi colleghi. Se il progetto “Soundprints” di Douglas e Lovano è ormai attivo da alcuni anni ci pensa anche Terence Blanchard a celebrarne la grandezza come compositore e arrangiatore. Ad accompagnare il trombettista in questo viaggio sono Fabian Almazan (piano), Charles Altura (chitarra), David Ginyard e Oscar Seaton alla sezione ritmica con l'aggiunta del Turtle Island String Quartet. Ad eccezione di “Diana” e “Fall” il repertorio è composto unicamente da brani originali composti dai membri del gruppo e dedicati al maestro di Newark. Il quartetto d'archi, lungi dall'essere un semplice tappeto per le improvvisazioni del quintetto, gioca un ruolo decisivo nel risultato finale dimostrando di muoversi agevolmente in quel territorio a metà strada fra jazz e classica contemporanea che sia Blanchard che Shorter amano frequentare. L'ascolto di queste tracce ci fa sperare che Wayne esca dall'”assenza” dovuta alla malattia e alla non più tenera età per stupirci ancora come ha fatto nella sua ormai sessantennale carriera. Mentre per Blanchard, spesso impegnato come autore di colonne sonore per Spike Lee e altri registi, l'augurio è quello di ritagliarsi più spesso uno spazio per dischi privi di compromessi come questo.
 
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