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Recensendo [cd]: "Pollinator" di Matt Ulery
Scritto da Adriano Ghirardo   
mercoledý 23 settembre 2020
Il contrabbassista di Chicago Matt Ulery si è sempre mosso in territori vari che spaziano dal jazz alla classica non disdegnando influenze rock e di musica etnica. Quindi non sorprende il fatto che, per festeggiare i 100 anni dalla nascita del jazz, abbia prodotto questo omaggio alla tradizione dimostrando conoscenza e rispetto per chi, come suggerisce il titolo, ha fecondato gli sviluppi successivi della musica afroamericana. Ulery, dopo aver inciso per la Greenleaf di Dave Douglas, ha fondato una propria etichetta (Woolgathering Records) per poter avere libertà e controllo totale sul prodotto pubblicato. Alla guida di un combo completato da James Davis alla tromba, Dustin Laurenzi al sax tenore, Steve Duncan al trombone, Paul Bedal al piano e Quin Kirchner alla batteria abbandona l’usuale contrabbasso in favore di un classico sousaphone per provare a far rivivere le sonorità d’antan. Nelle otto composizioni originali si scorgono echi di Jelly Roll Morton (citato esplicitamente nel brano “Jelly”), King Oliver, Duke Ellington e, in un certo senso, del Mingus più in vena tradizionale. Come osservato dal leader nelle note di copertine il disco esce in un nuovo periodo di ansie e proibizioni creando un parallelo con gli anni 20 del secolo scorso. Speriamo di uscirne presto e con un rinascimento musicale paragonabile a quello che l’era del proibizionismo ha finito per incentivare.
 
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