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Recensendo [cd]: "Hero Trio" di Rudresh Mahanthappa
Scritto da Adriano Ghirardo   
mercoledý 29 luglio 2020
L’altosassofonista di origine indiana si è distinto, nella sua venticinquennale carriera da leader, come sperimentatore e compositore sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Ma, già col precedente “Bird calls”, ha deciso di fare i conti con la tradizione jazzistica prendendola come spunto per librarsi in volo con le proprie ali. Ma, se nel disco parkeriano usava i “classici” come base per composizioni originali ad essi ispirati, oggi preferisce interpretarli e riarrangiarli alla sua mnaiera. Il nucleo del disco è costituito dal suo eroe ("Red cross", "Dewey square", "Barbados" oltre a standards a lui riconducibili come "I can’t get started" e "I’ll remember april") ma non mancano suggestioni differenti legate al jazz e non solo. Ornette fa capolino con “Sadness”, Keith Jarrett con “The windup” mentre “Ring of fire” di Johnny Cash e la meno convincente “Overjoyed” di Stevie Wonder completano un disco riuscito. La sezione ritmica formata da Francois Moutin e Rudy Royston supporta con moderna finezza le evoluzioni del sassofono di Mahanthappa riportando alla mente classici trii pianoless quali quello di Sonny Rollins e del succitato Ornette Coleman con Izenzon e Charles Moffett. Non sarà al livello di queste storiche formazioni ma il percorso del cinquantenne sassofonista si propone tra quelli più coerenti della scena contemporanea.
 
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