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Nice Jazz Festival Sessions: Cecile Mc Lorin Salvant chiude la stagione col botto
Scritto da Adriano Ghirardo   
giovedý 30 maggio 2019
NIZZA - C'era parecchia attesa per l'esibizione di Cecile Mc Lorin Salvant, in duo col fido pianista Sullivan Fortner, nella prestigiosa sede dell'Opera di Nizza, per il "contenitore" Nice Music Live e per la rassegna Nice Jazz Festival Sessions. Perché, a dispetto della giovane età, la cantante franco-americana ha già dimostrato di essere l'unica interprete e compositrice in grado di affermare il proprio nome nella storia del vocalismo jazz. Non la solita interprete patinata cara al pubblico più vicino al pop né la copia spenta delle grandi cantanti del genere ma un concentrato di tecnica, sensibilità e voglia di ricerca rari in questi tempi privi di sorprese. Il duo è una formula difficile ma l'interplay tra i due (già sperimentato nel precedente quartetto) è a prova di bomba e il divertimento sul palco era facilmente percepibile da parte del folto pubblico presente. Il concerto, iniziato con una complessa pagina tratta dall'opera “Street scene” di Kurt Weill, è proseguito alternando standards tra i meno battuti e canzoni francesi. Questo secondo lato, pur comprendendo l'omaggio alle proprie radici e al paese che la ospitava, è parso eccessivo sottraendo spazio alle ben più interessanti riletture del classico repertorio di Broadway. Il clou della serata è stato l'esecuzione di un arrangiamento originale di “I didn't know what time it was”, brano di Rodgers e Hart che, negli ottant'anni di vita, ha fatto parte del repertorio di mostri sacri quali Billie Holiday e Sarah Vaughan. Ma, complici le sostituzioni armoniche di un Fortner confermatosi ad altissimi livelli, la trentenne vocalist di Miami ha saputo regalare  nuove nuances al pezzo conquistando l'applauso più convinto della serata. In seguito agli applausi scroscianti Cecile ha proposto come bis l'interpretazione solitaria del vecchio song “Omie wise” con cui ama chiudere le esibizioni live. La serata era stata aperta dal duo locale formato da Francois Arnaud al violino e Jean Yves Candela al pianoforte, già ascoltati un paio di anni fa nella stessa location a supporto del compianto Didier Lockwood. Il duo, attivo da una quindicina di anni, ha proposto la propria scaletta formata da omaggi a Grappelli, Corea e altri famosi standards della tradizione afroamericana. Nonostante l'innegabile caratura tecnica dei due musicisti nizzardi è parsa, però, una esibizione di routine a cospetto della classe di una cantante in grado di alternare espressività, senso della tradizione e volontà di ravvivarla con la propria personalità. Se teniamo conto della sua età (classe 1989) siamo curiosi di valutare gli sviluppi di una carriera già così promettente.

(5 fotografie di Umberto Germinale della Phocus Agency a pagina 112 della Galleria immagini)
 
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