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Imperia: allo Spazio Vuoto la ricerca della bellezza di Rosario Bonaccorso. Ottima musica e emozioni
Scritto da Adriano Ghirardo   
martedý 28 febbraio 2017
IMPERIA - “La vita è composta da gesti che si ripetono. Il nostro compito è quello di cercare la bellezza in ognuno di questi momenti”. Citando a memoria è questo il senso di una frase pronunciata da Rosario Bonaccorso durante la “Carte blanche” offertagli dallo Spazio Vuoto di Imperia domenica 26 febbraio scorso. E’ ormai una tradizione quella del concerto jazz di Rosario ad inizio anno ma la sua progettualità gli permette di regalare sempre ottima musica ed emozioni evitando la routine. In questa occasione il folto pubblico che ha riempito la sala ha avuto l’occasione di ascoltare (in due set, pomeridiano e serale) i brani estratti dal cd “A beautiful story” recentemente uscito per la casa Jando Music-Via Veneto Jazz. Dino Rubino al flicorno, Enrico Zanisi al pianoforte ed Alessandro Paternesi alla batteria sono risultati compagni di viaggio ideali per le composizioni di Bonaccorso sempre legate alla tradizione ma aperte verso la contemporaneità. Se nel disco le atmosfere prevalenti sono quelle di una intima ricerca della melodia la riproposizione live ha permesso una maggiore libertà improvvisativa in cui si percepisce l’interplay sviluppato dal quartetto nella tournée di presentazione del disco. Che sia la ballad che dà il titolo al cd o l’omaggio a Hubbard (“Freddie”), la suggestione di un sogno (“Der walfish”) o la dichiarazione dell’estetica che informa il progetto (“My italian art of jazz”) i brani uniscono la cantabilità tipica delle composizioni di Bonaccorso ad un percorso che rielabora il jazz classico in maniera personale. Rubino, sempre più immerso nelle atmosfere di Chet Baker e Tom Harrell, avvolge col suono del suo flicorno restando seduto con gli occhi chiusi quasi a voler penetrare maggiormente nel flusso musicale prodotto. Zanisi si conferma uno dei pianisti più interessanti della nuova generazione, alla ricerca di un fraseggio originale senza indulgere in sfoggi di tecnica. Paternesi alterna carezze con le spazzole a sicuro swing nei momenti di maggiore vigore ritmico assecondando con sensibilità gli sviluppi solistici dei colleghi. In attesa della prossima esibizione allo Spazio Vuoto ci resta l’ascolto del disco più maturo di un musicista che continua a dimostrare l’amore per la sua città di adozione.

(5 fotografie di Umberto Germinale alle pagine 94 e 95 della Galleria immagini)
 
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