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mercoledý 25 novembre 2020
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Interviste
Intervistando: Diego Campagna, "Il primo tour 2021 in Cina. TornerÓ anche il Festival Chitarristico"
Scritto da Marco Scolesi   
mercoledý 25 novembre 2020
IMPERIA - Gli appassionati di musica del ponente ligure, purtroppo, a causa della pandemia da Covid-19, quest'anno dovranno rinunciare al Festival Chitarristico Internazionale e Concorso Chitarristico Internazionale Città di Sanremo, ovvero il Sanremo International Guitar Festival & Competition, uno degli appuntamenti più prestigiosi al mondo, creato dal maestro e chitarrista imperiese Diego Campagna, medaglia d'onore negli Usa nel 2019, che ne cura la direzione artistica e l'organizzazione. Un duro colpo per lui e per tutti gli amanti delle "sei corde". Lo abbiamo contattato per capire come Campagna sta vivendo questo difficile momento, anche per la sua carriera personale.

Allora maestro Campagna, è un momento duro per la cultura e per la musica. Come lo sta vivendo?
"Lo sto vivendo nella speranza che finisca presto. Noi musicisti siamo tra i più penalizzati, siamo i primi a fermarci e saremo gli ultimi a ripartire. Tutti pensano che la cultura non sia importante, che non sia una priorità, ma invece è fondamentale per lo sviluppo delle persone e dei singoli paesi. Pensiamo all'Italia, è un paese meraviglioso, culla della cultura, eppure spesso ce ne dimentichiamo. Quando noi andiamo nel mondo i teatri sono pieni, ci stimano ovunque. Certo io mi occupo di musica classica che è una nicchia, ma è ugualmente seguita. Per noi è dura fermarsi, non siamo gli U2 o Bruce Springsteen. In generale, anche se l'emergenza sanitaria non si può nascondere, penso che chiudere i teatri e i cinema non sia giusto, il pubblico che segue tali eventi non è indisciplinato e rispetterebbe le norme. Mi auguro che la situazione non peggiori ma per ora siamo in stand-by".

Purtroppo la sua creatura, il Festival Chitarristico, è saltato...
"Torneremo sicuramente nel novembre 2021, purtroppo quest'anno non c'erano le condizioni per garantire la presenza dei più grandi artisti del mondo, così com'è stato negli scorsi cinque anni. E' grazie alla loro partecipazione e a quella di appassionati studenti che il Sanremo International Guitar Festival & Competition ha potuto raggiungere vette di notorietà così importanti in tempi così brevi nei cinque continenti. E' una nicchia ma fa il tutto esaurito ogni sera e porta il nome di Sanremo nel mondo attraverso nuovi canali che ampliano la platea di pubblico. Secondo me è un gioiello, il più importante al mondo nel settore. Il programma era pronto in parte, ci avevo lavorato, anche se poi mi sono fermato appena scoppiata l'emergenza. Avevo intuito che sarebbe stato rischioso, anche a livello di sponsors, come ad esempio il Casinò che ci ospita e che ha dovuto chiudere".

Aveva pensato a versione alternative, ad esempio on-line?
"On-line no, è una possibilità che ho sempre escluso. Non si può fare. Avevo pensato ad una versione live con poco pubblico tutta in un fine settimana ma senza concorso, giusto per dare continuità. Ma poi la seconda ondata ha bloccato tutto. Meglio tornare alla grande nel 2021".

E la sua carriera personale di musicista che contraccolpi ha avuto e come proseguirà?
"Sono fermo da quando sono tornato dalla Cina, era dicembre 2019. Quasi un anno fa, poi è scoppiata l'emergenza e quindi il lockdown. Ho cancellato 12 tour: 4 negli Usa, 5 in Cina, 2 in Messico e 1 in Giappone. In un anno solo 3 concerti, di cui 2 a Sanremo. Secondo me non saraà possibile fare concerti in giro per il mondo fino all'estate 2021. Il primo tour potrebbe essere in Cina, appena aprono le frontiere. Da loro la situazione è migliore con Pechino e Shanghai a contagi zero. Negli Usa, invece, non prima dell'autunno 2021 se tutto va bene".

Lei è passato da un 2019 ai vertici mondiali della chitarra classica, dai concerti in Cina e Stati Uniti, alle collaborazoni con Mahmood, fino a questo momento di inattività. Come si reagisce a tutto ciò?
"Mi tengo la testa impegnata con altri hobby. Inoltre studio la chitarra e programmo il lavoro. cerco di non pensarci troppo, mi sembra di essere tornato indietro di 20 anni, quando ero agli inizi. Cerco di essere propositivo, anche perché la cultura è un tesoro interiore che vive sempre in me".
 
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