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Recensioni
Recensendo [cd]: "The movement revisited (A musical portrait of four icons)" di Christian Mc Bride
Scritto da Adriano Ghirardo   
mercoledý 13 maggio 2020
Sono lontani i tempi della New Thing, quando Archie Shepp e altri jazzisti afroamericani supportavano le lotte per i diritti civili nell'America bianca di 60 anni fa. Christian Mc Bride lavora da vent'anni a questa suite dedicata alle figure chiave del movimento nero (Rosa Parks, Martin Luther King, Malcolm X e Muhammad Ali) e, al momento dell'elezione di Barack Obama, ha completato l'opera con un movimento a lui dedicato. Ma tanto tempo sembra passato dal sogno infranto di un presidente nero, ora già dimenticato dopo la mannaia trumpiana. Mc Bride ha messo in piedi un progetto faraonico: 18 tra musicisti, cantanti e voci recitanti che provano a ricostruire un universo fatto di orgoglio e rivendicazione di diritti umani, più che civili. Toni elegiaci si alternano ad esplosioni ritmiche come nella migliore tradizione afroamericana. Perché “The movement revisited” è un disco che tiene insieme jazz, gospel, funk e ogni rivolo di quel fiume che Nicholas Payton definisce BAM (Black American Music). Stralci di discorsi di King e Malcolm X che, in maniera pacifica o “con ogni mezzo necessario”, spingevano il popolo nero verso il suo riscatto storico lasciano spazio a parti solistiche in cui Mc Bride tiene a freno il proprio virtuosismo in favore di una visione corale. E' un bene che Mc Bride faccia rivivere le tematiche e la memoria di questi personaggi anche perché negli Stati Uniti di oggi, al di là di una parità di facciata, permangono atti di chiara discriminazione delle minoranze.
 
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