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Rassegne
Tenco 2019: per la famiglia del cantautore Ŕ "commerciale" e si dissocia. Replica il direttivo
Scritto da Marco Scolesi   
domenica 13 ottobre 2019
SANREMO - In questi ultimi anni, in molte occasioni, tra veleni e polemiche, a volte forzate ma in certi casi più che legittime, si è discusso su come sia cambiato il Tenco, ovvero la Rassegna della Canzone d'Autore di Sanremo. Non a caso in tempi recenti il club ha vissuto una profonda crisi, sfociata nelle dimissioni di diversi soci (del club e del direttivo) e soprattutto dello storico direttore artistico Enrico De Angelis (ricordiamo che anche Roberto Coggiola se ne andò amareggiato dal direttivo e fu il primo, ovvero quello che fece intuire cosa sarebbe successo). I detrattori, e non sono pochi, contestano alla manifestazione di essere diventata "commerciale" e di aver tradito, almeno in parte, lo spirito iniziale, così come fu pensato dal fondatore Amilcare Rambaldi sulla scia dell'esempio di Luigi Tenco, cantautore ricercato e rigoroso nelle scelte. Altri hanno evidenziato i recenti conflitti di interesse di alcuni membri del direttivo, mentre altri considerano la rassegna "superata" e non più rappresentativa della scena musicale italiana. Ci sono quelli, però, ed è giusto sottolinearlo, che ritengono il Tenco imprescindibile, un punto di riferimento del cantautorato e un sinonimo di eccellenza e qualità artistica. In questi giorni, a ridosso dell'edizione 2019, sulla questione è intervenuta con pesanti critiche la famiglia di Luigi Tenco. Gli eredi, che ovviamente tutelano l'immagine del grande cantautore, evidenziano un programma troppo "pop" e "commerciale".

LE CRITICHE DELLA FAMIGLIA TENCO

“In riferimento alle segnalazioni ricevute nei giorni passati e alle informazioni raccolte - scrive la famiglia Tenco -, a malincuore ci troviamo a dover esternare il nostro dissenso su parte dei significati della prossima edizione del Premio Tenco che ci obbligano a dissociarci dall'organizzazione del Tenco 2019. L'accostamento del Premio Tenco, anche attraverso il titolo di questa edizione “Dove vola la colomba bianca”, ad altri festival musicali che nella maggior parte dei casi hanno interessi commerciali, rappresenta uno snaturamento inconcepibile ed in contrasto con le ragioni per le quali fu istituito - prosegue la nota -. La distorsione della storia del “cantautorato” diffusa addirittura da chi dovrebbe rappresentare il Tenco 2019 evidenzia interessi ben lontani da quelli perseguiti per decenni dal Premio Tenco. La partecipazione di artisti ospiti che “non conoscono il mondo dei cantautori”, specialmente qualora venissero incaricati di interpretare la sigla di apertura della rassegna, appare come una forma di pubblicità per costoro e fa perdere la storica funzione di riconoscimento culturale per coloro che invece creano canzoni di spessore. L'organizzazione degli eventi collaterali che nulla hanno a che fare con il mondo della canzone d'autore, ma che sfruttano il nome Tenco per dare risalto a momenti dedicati all’“AperiTenco” o alla “MovidaTenco”, tende a trasformare l'importante significato del Premio Tenco in un banale circo-spettacolo in cui tentano di trovare visibilità quelle persone e quelle aziende appartenenti a mondi piuttosto lontani da quello della canzone. Sorvolando per ora su altri dettagli che intossicano la bontà del Premio Tenco, riteniamo che questa edizione, così come è stata presentata, non possa rappresentare pienamente i sani valori e gli importanti obiettivi per cui fu creato e poiché tutto ciò sta accadendo in un momento di transizione per questo club, che sta operando in un periodo di non autorizzato utilizzo del nome Tenco per avvenuto decadimento dell'atto di delega, non possiamo nascondere il nostro grande dispiacere ma soprattutto la nostra enorme preoccupazione per l’indirizzo commerciale e pubblicitario, a discapito dei valori storici, che questo Tenco 2019 sta inseguendo. Crediamo quindi assolutamente necessario che venga immediatamente ritrovata l’identità culturale che in passato ha contraddistinto il Premio Tenco da tutte le altre manifestazioni musicali - conclude la famiglia Tenco - e auspichiamo che venga recuperata la funzione originale di ricerca e scoperta di talentuosi cantautori, filosofia abbracciata da numerosi prestigiosi artisti alcuni dei quali sono presenti anche in questa edizione, in rispetto dei sacrifici di tutte quelle persone che hanno capito e poi diffuso gli alti valori umani e sociali per cui si batteva Luigi Tenco”.

LA REPLICA DEL DIRETTIVO DEL CLUB TENCO

"Siamo estremamente addolorati e negativamente sorpresi dal contenuto e dal tono del comunicato stampa che gli eredi di Luigi Tenco hanno diffuso - scrivono dal direttivo -. Maggiormente sorpresi perché le questioni principali contenute nel comunicato erano già state discusse verbalmente con l'avvocato della famiglia Tenco e, a nostro avviso, sembravano risolte. In particolare le critiche riportate dall'avvocato riguardavano sostanzialmente due aspetti della rassegna di quest'anno. Il primo e più importante riguarda il nome del cantante scelto dalla nostra direzione artistica per cantare la sigla iniziale, l'ormai mitica "Lontano, lontano" di Luigi Tenco. Il nome è evidentemente quello di Achille Lauro, artista su cui già l'ufficio stampa di Michele Piacentini aveva manifestato il dissenso della famiglia. Dissenso legittimo ma che non poteva assolutamente incidere sulle scelte autonome del direttore artistico e dell'intero direttivo. Inoltre le critiche fatte alludevano anche ad una supposta scelta "commerciale" per la scelta di un nome non formatosi nei tradizionali canali del cantautorato, obiezione totalmente da respingere perché non riconosceva alla Rassegna della Canzone d'Autore la ormai storica capacità di cogliere la qualità artistica degli artisti invitati indipendentemente da se si siano messi in luce attraverso i canali di nicchia di una certa canzone d'autore o, come in questo caso, attraverso la partecipazione a eventi quali il Festival di Sanremo. Il secondo aspetto non meriterebbe neanche una risposta e tratta la denominazione di alcuni piccoli eventi locali con il titolo di "AperiTenco" o "MovidaTenco". Si tratta di iniziative estranee alla struttura del Premio Tenco e proposte autonomamente da alcuni locali aderenti alla Confcommercio che è nostro sponsor, sicuramente con l'intento benevolo di far conoscere anche ai più distratti la presenza cittadina della nostra rassegna. Comunque ci eravamo già attivati per cancellare quei titoli che potevano creare equivoci. Per tutto il resto il comunicato ripete più volte un presunto asservimento della rassegna ad altrettanti presunti interessi commerciali, con la perdita della qualità culturale della stessa. Riteniamo anche questa un'accusa del tutto gratuita che può essere sostenuta solo da chi non conosce l'attività degli ultimi anni del Tenco e, in particolare, il prestigioso programma di quest'anno. Basta scorrere il lungo elenco degli artisti e delle personalità culturali che partecipano all'iniziativa e, in primo luogo, lo sforzo culturale ed economico da noi fatto per produrre i due cd, uno dedicato all'opera di Gianni Siviero e l'altro a quella di Piero Ciampi, per rendersi conto di quanto sia infondata e ingenerosa l'accusa di una eccessiva commercializzazione fattaci da questo comunicato. E' nostra speranza però che questo atteggiamento evidenziato dalla famiglia Tenco attraverso l'avvocato Piacentini sia frutto di un colossale equivoco, un equivoco che potrebbe anche essere stato generato da una insufficiente informazione da parte nostra nei confronti della famiglia Tenco di cui ci scusiamo e che le voci, che dicono siano state raccolte in proposito, siano voci malevole volutamente indirizzate a danneggiare il nostro lavoro e la splendida rassegna di quest'anno. Per questo rinnoviamo l'invito alla famiglia Tenco ad essere presenti quali nostri graditi ospiti alla rassegna e di rimandare a dopo la rassegna una valutazione più serena e oggettiva del nostro operato".

Ovviamente, anche se noi del Mellophonium.it già da tempo sosteniamo che il Tenco abbia un po' perso di vista la sua "missione" originaria pur restando una rassegna di assoluto prestigio, lasciamo che ora la parola passi al pubblico, agli appassionati di canzone d'autore e ai nostri lettori.
 
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