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Rassegne
"Piacenza Jazz Fest" 2021 fino al 24 ottobre. Nel cartellone principale spicanno Scofield e Holland
Scritto da Marco Scolesi   
giovedý 16 settembre 2021
PIACENZA - Senza perdere nemmeno una battuta, viene confermata anche l’edizione 2021 del Piacenza Jazz Fest (18 settembre-24 ottobre). Edizione ancor più speciale, perché segna il passaggio alla maggiore età di un festival che da un lato ha arricchito l’offerta musicale del territorio con un parterre di artisti internazionali e nazionali di assoluto rilievo e, al contempo, vanta il primato di aver fatto risuonare la musica ovunque, non solo nei teatri, ma anche per le strade e nelle piazze, nelle scuole come nelle attività commerciali. Ideato e organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, con la direzione artistica di Gianni Azzali, la manifestazione può contare sull’apporto determinante di un gruppo di volontari che si spendono con passione per garantire il successo di ogni spettacolo. Sono inoltre già ben rodati gli accorgimenti atti a garantire la sicurezza del pubblico e degli artisti in tutte le fasi del concerto, secondo i rigorosi protocolli anti Covid-19 attuati già con successo lo scorso anno e pronti al contempo ad adattarsi alle eventuali modifiche in essere.

IL CARTELLONE PRINCIPALE

Il programma del cartellone principale vedrà importanti nomi di musicisti italiani insieme ad artisti del panorama internazionale. In questa scelta, che anche quest’anno presenta un certo rischio, è implicito l’intento per il Piacenza Jazz Fest 2021, nonostante le difficoltà dovute al prorogarsi della situazione emergenziale, di mantenere intatta tutta la sua ricchezza artistica e l’inclusività, che sono anche tra i suoi marchi più importanti e identitari. Saranno ben tredici le serate in programma, ospitate negli spazi che sono stati ritenuti più idonei a ospitare concerti nel più rigoroso rispetto di tutte le normative e le ordinanze relative alla sicurezza degli spettacoli dal vivo, compresa l’applicazione della distanza tra gli spettatori, in seguito alla quale i posti disponibili saranno limitati. Per ovviare a questa diminuzione, diversi appuntamenti prevedono un doppio spettacolo. Per l’inaugurazione di sabato 18 settembre allo Spazio Rotative, finalmente si corona un sogno che l’associazione insegue da tempo, quello di avere la presenza di Camille Bertault, uno dei talenti più sfavillanti del canto jazz. Il 2021 è ricco di ricorrenze speciali per il mondo del jazz e nel corso dell’anno l’associazione ha cercato di dare adeguato spazio a ciascuna, non poteva quindi mancare di festeggiare gli 80 anni di un simbolo come il pianista Franco D’Andrea, il cui stile inconfondibile ha segnato un’influenza decisiva su tanta musica improvvisata, qui in Italia come all’estero. D’Andrea si esibirà in concerto in piano solo giovedì 23 settembre nell’Auditorium del Conservatorio “Nicolini”. Un felice ritorno da assoluto protagonista sarà quello che vedrà il guru del mondo delle percussioni e della batteria Trilok Gurtu (già al fianco di Jan Garbarek in uno storico evento al Teatro Municipale di qualche anno fa) sul palco del Teatro President domenica 26 settembre in un concerto dal titolo suggestivo come “God is a drummer”. Il riferimento è al suo ultimo album di recente uscita per l’etichetta Jazzline, un brillante caleidoscopio di musiche che intrecciano anime e radici apparentemente molto lontane tra loro, con un effetto di brillantezza ed estro rari. Giovedì 30 settembre sarà la volta del primo dei due concerti in programma nella Basilica di San Savino. Scelta per la ricchezza della sua storia e per l’aura di spiritualità che vi si respira, la Basilica sarà il luogo ideale dove ascoltare “Mingus World”, che vede affiancati la viola di Maria Vicentini e il violoncello di Salvatore Maiore. Il repertorio è interamente dedicato alla figura del grande compositore e contrabbassista Charles Mingus. Una rilettura creativa e immaginifica sarà quella che caratterizzerà il week-end del 2 e 3 ottobre presso la Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni grazie all’estro di Mauro Ottolini coi suoi Sousaphonix. Il gruppo diretto dal trombonista, compositore e arrangiatore, musicherà in tempo reale due film molto diversi per storia e nascita, ma che hanno segnato entrambi, a modo loro, la storia del cinema muto. Si inizierà nella serata di sabato con la pellicola del 1911 “Inferno” di Francesco Bertolini, basato sulla prima Cantica della Divina Commedia. Domenica invece si cambierà completamente registro e si passerà a “Buster Kluster”; in questo caso il gruppo guidato da Ottolini farà da colonna sonora a uno dei capolavori del muto, “Seven chances” che Buster Keaton realizzò nel 1925. Mercoledì 6 ottobre all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano un duo a dir poco speciale e innovativo, composto dal trombonista Gianluca Petrella e dal vibrafonista Pasquale Mirra. Venerdì 8 ottobre sempre all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano invece spazio alle nuove generazioni del jazz italiano che si stanno distinguendo nel panorama nazionale. A suonare saranno i musicisti del trio del pianista cremasco Francesco Orio col loro ultimo progetto dal titolo “OS”. Una delle caratteristiche ricorrenti del Piacenza Jazz Fest è quella di poter vedere dal vivo alcuni dei musicisti più leggendari della storia del jazz. Quest’anno, domenica 10 ottobre, ci sarà la presenza di Billy Hart. Sempre nella Basilica di San Savino, giovedì 14 ottobre, si esibirà in solo in un concerto di grande fascino il clarinettista Marco Colonna. Domenica 17 ottobre al Teatro President due tra le più interessanti orchestre nate a Milano negli ultimi dieci anni, veri e propri laboratori musicali di innovazione e ricerca: l'Artchipel Orchestra e l’Orchestra di Via Padova, proporranno il repertorio che li ha visti collaborare per dare vita a “Batik Africana Suite”. Chiusura in grande stile alla Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni dove domenica 24 ottobre si esibiranno John Scofield e Dave Holland.

L’ALTRO FESTIVAL E L'OMAGGIO A ORNETTE COLEMAN

In programma incontri, conferenze, documentari, workshop, masterclass, lezioni-concerto, teatro-poesia, presentazione di libri, brunch e tanto altro. Segnaliamo lo "Speciale Ornette Coleman". Nel 2020 ricorrevano i novant’anni dalla nascita di Ornette Coleman, che il Piacenza Jazz Club aveva scelto di onorare adottando la sua effigie per la tessera associativa annuale. Sulla scia di queste celebrazioni va annoverata anche una serie di eventi a lui dedicati organizzati all’interno del festival. Grazie alla collaborazione con la casa distributrice Reading Bloom, sabato 23 ottobre al Milestone Live Club, tutti coloro che saranno interessati ad approfondire la sua figura, potranno apprezzare la proiezione del documentario “Ornette: Made in America” girato nel 1985 dalla regista americana Shirley Clarke, autrice di un pregevole spaccato sulla vita dell'artista. La visione del film sarà introdotta da un concerto ad hoc degli ShapeX con “Ornettiana”, il cui repertorio raccoglie alcuni tra i più bei brani mai scritti da Coleman, come una delle possibili interpretazioni di esperienza pratica di ascolto e performance della sua musica. Il tutto sarà preceduto, alle ore 15.30 dalla conferenza di Maurizio Giammarco dal titolo “Sonny Rollins e Ornette Coleman: due coetanei a confronto”.
 
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