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Il suono del Bajini [numero 14]: "Perché mi piace la musica"
Scritto da Sandro Bajini   
sabato 23 settembre 2017
Perché mi piace la musica? La domanda può sembrare oziosa: è un po’ come se mi chiedessi perché mi piacciono i pomodori. Ma al di là della fenomenologica presa di atto, il tentativo di individuare questo “perché” ha una sua esistenziale giustificazione. Innanzitutto mi piace che la musica non mi chieda di essere “capita”. Essa mi si offre senza chiedermi nulla in cambio e mi dice: “Io sono ciò che tu vuoi”. Le altre arti rimangono sempre ciò che sono. Hanno fatalmente un contenuto esplicito che le tiene ancorate alla terra. La musica, che non ha un contenuto esplicito, vola sopra di esse, come sostiene Schopenhauer nel terzo libro del suo "Mondo come volontà e rappresentazione". Ugo Spirito, nella "Vita come arte" precisa: "Le idee sono l'adeguata oggettivazione della volontà; provocarne la conoscenza (cosa possibile soltanto con una corrispondente modificazione del soggetto conoscitivo) mediante la rappresentazione di cose singole (ché tali sono sempre anche le opere d'arte) è il fine di tutte le altre arti. Tutte quindi oggettivano la Volontà mediatamente, soltanto cioè per mezzo delle idee: e siccome il nostro mondo non è se non la manifestazione delle idee nella molteplicità col passar ch'esse fanno nel "principium individuationis" (l'unica forma di conoscenza possibile all'individuo come tale), ne consegue che la musica passando sopra alle idee, è anche affatto indipendente dal mondo fenomenico, lo ignora assolutamente, potrebbe in certo modo sussistere anche se il mondo non ci fosse, il che non si può dire delle altre arti". "La musica - precisa Spirito - è una oggettivazione, una copia della volontà intera, altrettanto immediata quanto il mondo stesso, anzi quanto le idee, la cui manifestazione moltiplicata costituisce il mondo delle cose singole. La musica non è dunque affatto, come le altre arti, la copia delle idee, ma la copia della Volontà stessa, di cui sono oggettivazione anche le idee: perciò appunto l'effetto della musica è molto più potente ed efficace di quella delle altre arti: queste infatti parlano dell'ombra soltanto, essa invece della sostanza". Ma, come al solito, è bene prescindere dalla metafisica. Io mi accontento di sentirmi trasportare dalla musica in un mondo diverso da quello che mi circonda, e di provare una sorta di beatitudine.
 
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