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La crisi del Tenco: 50 soci del club chiedono le dimissioni di Sacchi e del direttivo. La replica
Scritto da Marco Scolesi   
domenica 25 giugno 2017
SANREMO - Non c'è pace per il Club Tenco e in molti ormai rimpiangono gli anni d'oro, quelli di Rambaldi e Bigi. Negli ultimi anni la vita del club è stata a dir poco tormentata, ultimo atto le recenti dimissioni dello storico direttore Enrico De Angelis. Ora va in scena un'altra pagina amara e dolorosa, che certamente avrà degli strascichi. Cinquanta soci del Club Tenco (ben un terzo del numero complessivo) hanno sottoscritto un documento di sfiducia all'attuale direttivo, chiedendone le dimissioni. Il documento è stato presentato nel corso di una assemblea del club tenutasi a Sanremo. Dal punto di vista artistico il documento critica il disinteresse dell'attuale direttore artistico Sergio Secondiano Sacchi verso i nuovi talenti musicali italiani, la cui valorizzazione è invece uno dei fondamentali obiettivi storici del club. I firmatari evidenziano anche la mancata risposta da parte del direttivo a questioni sollevate da molti soci, ritenute “di fondamentale importanza per la vita dell'associazione e che ne mettono a repentaglio identità e indipendenza”. In particolare si riferiscono ai mancati chiarimenti su potenziali conflitti di interesse, a “le invadenze e prevaricazioni emerse dall'esterno da parte di istituzioni e privati, le liaisons dangereuses con il Festival di Sanremo e realtà collegate, le logiche dei numeri anziché della qualità”. Tra le motivazioni c'è anche quello che viene definito il “tracollo” delle Targhe Tenco (per la cronaca quella del miglior disco in assoluto è andata a Claudio Lolli con "Il grande freddo", opera prima Lastanzadigreta, miglior canzone Bronori Sas, interprete Ginevra Di Marco), “con numerosissime e preoccupanti defezioni sia sul fronte delle candidature (c'è stato un calo dei dischi segnalati che supera il 60%) sia su quello dei giurati (dei quali ha votato poco più del 50%)”. L'iniziativa è stata presa dopo un anno di forte malcontento interno che aveva già portato, in forte polemica con la gestione del club, alle dimissioni dello storico direttore artistico Enrico De Angelis e di altri due membri del direttivo (Ersilia Ferrante e Annino La Posta) su nove e la rinuncia a subentrare del primo dei non eletti. “Quello che vediamo in atto – concludono i firmatari - è dunque una preoccupante trasformazione del Club Tenco in qualcosa che non ci appartiene: un'entità non più indipendente e fiera di esserlo, non più sacralmente attenta alla qualità e al rigore prima che a qualunque numero, non più animata esclusivamente da passione disinteressata”. Da tutto ciò la richiesta di dimissioni e di convocazione di nuove consultazioni elettorali. Pronta e immediata la risposta del direttivo del Club Tenco. "Dopo mesi di silenziosi tentativi di ricomposizione delle polemiche seguite alle dimissioni dell’ex direttore artistico, il direttivo del Club Tenco – a conclusione dell’assemblea dei soci tenutasi a Sanremo – si vede costretto a replicare con una nota ufficiale di ammonimento nei confronti dei soci firmatari della mozione con contenuti falsi e diffamatori oggi presentata (e contestualmente diffusa alla stampa), con l’avvertimento che in caso di reiterazione del loro comportamento, in contrasto con l’etica del club e dei suoi associati, sarà richiesta la loro espulsione ai sensi dell’articolo 5 dello Statuto". Contemporaneamente i soci presenti all’assemblea stessa hanno inoltrato al direttivo del Club Tenco la seguente lettera: “Si è appena conclusa l’assemblea annuale dei soci del Club Tenco e si apre una pagina tristissima della vita dell’associazione. Oggi è stata sottratta ai soci la possibilità di un confronto aperto, leale e democratico perché, mentre si svolgeva l’assemblea, il contenuto di una mozione, firmata da circa 50 soci, che era stata annunciata in apertura dell’assemblea e posta in discussione in coda all’ordine del giorno e della quale l’assemblea non conosceva il contenuto, veniva inviata alle agenzie di stampa. I soci presenti all’assemblea nel ribadire la totale fiducia nel direttivo in carica stigmatizzano la genericità delle accuse formulate nella mozione, che appaiono calunnie infondate giunte al termine di un periodo di assedio da parte di una minoranza che ha l’unico evidente obiettivo di distruggere il club e infangarne la storia. La cosa più grave, tuttavia, sta nel fatto che tali gravissime e infondate accuse non siano state materia di confronto democratico perché evidentemente agli estensori del documento non interessa il confronto sui contenuti, quanto le dimissioni dell’attuale direttivo, in difetto delle quali sono pronti anche a far chiudere il Club Tenco. Pertanto la maggioranza dei soci oggi presente in assemblea chiede che il direttivo, valutata la difficoltà di mantenere in seno alla compagine sociale soci che hanno come unico obiettivo quello di ledere l’immagine del club, assuma i più opportuni provvedimenti. Chi ha scritto e formulato tali accuse ha ritenuto di non intervenire neppure all’assemblea, ma non ha avuto il minimo scrupolo di dare in pasto alla stampa illazioni, dimostrando così che l’unico vero scopo di questa minoranza è quello di non rispettare la maggioranza nelle sue decisioni – assunte sempre democraticamente – e di boicottare l’immagine del club”. Una brutta pagina per la storia del Club Tenco che dovrà far riflettere i soci e il direttivo sul futuro della realtà. Si dovrebbe parlare di musica e di canzone d'autore e invece, da diverso tempo, al centro delle discussioni del Club Tenco ci sono dissidi interni e, ancora peggio, conflitti di interesse. Ha ancora senso andare avanti così? In fondo, nulla è per sempre e a tutto c'è sempre una fine, nella sperenza che possa essere almeno dignitosa.
 
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