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Chiude Popoff: a Sanremo č la fine di un'epoca. Ora la musica č "diversa", pių "sola"
Scritto da Umberto Germinale   
mercoledė 25 ottobre 2017
SANREMO - Per gli appassionati di musica della mia generazione, la chiusura di Popoff non rappresenta solo la fine di una attività commerciale specializzata in vendita di dischi, ma la fine di un periodo, di un'epoca che non tornerà più. Viene così a mancare un luogo. Sì, perché i negozi di dischi questo sono, o meglio, erano. Punti di ritrovo, luoghi di incontro con e per la musica nelle sue varie forme: si guarda, si ascolta, si scambiano parole e opinioni con il titolare oppure con qualche cliente abituale che si incontra lì per caso. L'ultima novità discografica, l'ultimo concerto visto e ascoltato, il disco d'importazione che ancora non arriva. I negozi di dischi, quelli della mia generazione, hanno assistito e vissuto il fatidico passaggio analogico-digitale, nei negozi di dischi si sono consumate discussioni, talvolta accese, tra schieramenti opposti al limite del fanatismo. Ci si poteva perdere dietro gli scaffali guardando titoli, leggendo note di copertina, oppure ammirare le foto che contribuivano ad arricchire ulteriormente l'opera musicale. Quindi, ora, anche a Sanremo, la “città della musica”, così come da un po' di tempo viene chiamata, non esisterà più un negozio di dischi, un negozio dove si possa ascoltare, vedere e parlare di musica. Anche questo è un segno del tempo e delle cose che cambiano. Non ho la pretesa di giudicare se in meglio o in peggio, dico solo che appartengo al “prima” e non al “dopo” pur vivendolo e condividendolo. Se però volgo lo sguardo agli anni trascorsi a cavallo dei 70-90 ricordo che Sanremo, pur non essendo ancora conclamata “città della musica”, aveva anche, oltre al Festival della Canzone Italiana e alla Rassegna della Canzone d'Autore del Tenco, seppur con una continuità a singhiozzo, una rassegna di musica jazz di livello internazionale, il Premio Marinuzzi per giovani direttori d'orchestra, i pomeriggi della gioventù musicale al Casinò, qualche concerto di musica pop-rock importante e l'Orchestra Sinfonica godeva di ottima salute e ospitava solisti e direttori di prim'ordine. Il Palazzo Nota inoltre era sede della scuola di musica Respighi, si contavano ben quattro negozi di strumenti musicali, compreso quello di Dodo Goya, che era anche un punto di incontro per musicisti e appassionati. Infine ben sette negozi o punti vendita di dischi. Il tempo ha modificato molto la musica, anche a Sanremo è cambiata: in meglio, in peggio? Certamente è una musica “diversa”, più “sola”.

(7 fotografie di Umberto Germinale alle pagine 100 e 101 della Galleria immagini)
 
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