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L'editoriale [numero 43]: "Jazz & Wine of Peace per i 20 anni si regala un box con 6 libri e 2 cd"
Scritto da Marco Scolesi   
domenica 28 gennaio 2018
Con questo editoriale che apre il 2018 torno con piacere sul rapporto tra il jazz e le altre forme d'arte, che spesso ho indagato sul Mellophonium.it. Lo spunto mi arriva da uno dei festival jazz più interessanti della scena italiana, ovvero Jazz & Wine of Peace di Cormons (Gorizia), che nel 2017 ha festeggiato i primi 20 anni. Durante l'ultima edizione, prima del concerto di Steve Coleman and Five Elements, dopo il brindisi di apertura con i vini della cantina Borgo San Daniele di Cormons, è stato presentato il bellissimo libro "Sconfini-Vent'anni di Jazz & Wine of Peace" degli autori Luca D’Agostino, Flavio Massarutto, Massimiliano Gosparini e Roberto Duse. Si tratta di un box con sei libri di diverso formato che racconta con parole e immagini il festival che si tiene ogni anno sul Collio italiano e sloveno. Un’opera editoriale multipla che utilizza i linguaggi della fotografia, della grafica, del fumetto e della scrittura. Il lettore disporrà perciò di un testo saggistico e narrativo sul jazz in Friuli Venezia Giulia (frutto di ricerche inedite), tre storie a fumetti, un simpatico breviario jazz; un libro fotografico di grande formato; l’elenco di tutti i concerti con i ritratti dei festivalieri. Il festival Jazz & Wine of Peace rappresenta un esempio unico nel panorama nazionale della capacità di proporre turismo culturale abbinando musica e territorio, convivialità e spettacolo. Nata nel 1998 per iniziativa di un gruppo di appassionati riuniti nel circolo culturale Controtempo la manifestazione è negli anni cresciuta e si è modificata fino alla configurazione attuale. Una settimana di concerti in cantine, chiese, castelli, luoghi storici e in serata al Teatro Comunale. Ma l’identità è rimasta la stessa dell’intuizione iniziale: utilizzare la ricca e prestigiosa produzione enologica e la musica jazz nel segno del superamento dei confini politici, geografici e culturali. Andiamo alla scoperta degli autori che hanno realizzato il progetto "Sconfini". Luca D’Agostino è nato nel 1968, ha fatto della fotografia una professione già dal 1984, giornalista pubblicista dal 1989, ha collaborato con numerose agenzie foto giornalistiche nazionali e internazionali, appassionandosi ben presto agli spettacoli. Membro effettivo riconosciuto Tau Visual–Associazione Fotografi Professionisti di Milano, socio Nps (Nikon Professional Service), è socio fondatore di Phocus Agency, fotografi di cultura e spettacolo (www.phocusagency.com), agenzia che si propone di offrire il proprio archivio e la propria esperienza a tutti gli operatori che lavorano nel campo dello spettacolo e della musica, promovendo la fotografia attraverso esposizioni personali e collettive e workshop (il suo sito internet è www.lucadagostino.it). Flavio Massarutto è nato a Pordenone nel 1964, scrive di jazz dal 2000 per quotidiani e riviste specializzate, attualmente per il Gazzettino e il Manifesto. Si è occupato in particolare del jazz della sua regione con articoli, pubblicazioni ("Note di frontiera" e "Villotte emigranti e altre storie jazz") e la compilazione dei quattro Cd antologici Jazz in Friuli Venezia Giulia (Artesuono). Ha scritto storie a fumetti e pubblicato diversi volumi di saggistica tra i quali "Assoli di china" (Stampa Alternativa-Nuovi Equilibri), sul rapporto tra jazz e fumetti, finalista al Premio Napoli 2012. È direttore artistico del festival San Vito Jazz e collabora con Cinemazero di Pordenone. Massimiliano Gosparini è nato a Udine, è diplomato all’Istituto d’Arte “Giovanni Sello” di Udine e ha frequentato il corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Grafico e illustratore, è stato tra i fondatori della rivista umoristica "Auagnamagnagna!" (Edizioni Corollar, Pordenone), dove ha pubblicato storie a fumetti e vignette dal 2001 al 2005, e l’albo "L’osteria degli ultimi". Per Stampa Alternativa ha illustrato "Assoli di china" di Flavio Massarutto con il quale ha collaborato anche alla realizzazione della graphic novel "Jazz Loft" pubblicata da Controtempo nel 2016 e il cinefumetto "Ornithology" per Cinemazero-Visioni Sonore 2013. Nel 2013 ha realizzato "Maudit Bolero", una storia per immagini inserita nel booklet che accompagna il cd "Quando divento grande?" del gruppo Mocambo Swing. Numerose sono le mostre personali e collettive, in Italia e all’estero e le pubblicazioni sulla stampa nazionale (Alias del Manifesto, La Lettura del Corriere della Sera, L’Unità). Roberto Duse è nato a Monfalcone nel 1962, basa il proprio lavoro sui principi della chiarezza e della semplicità. Ha partecipato a diversi workshop-incontri con Bruno Munari, Ag Fronzoni, Hamish Muir 8vo, David Carson, Ed Fella e Tomato Project. Diverse collaborazioni lo vedono al fianco di designer quali Artemio Croatto e Francesco Messina. Ha tenuto workshop e minilab e insegnato all’Università di Venezia Iuav Cladis, con Francesco Messina nel Laboratorio Esteso di Editoria. Nel 1992, espone alla Biennale dei Giovani Artisti a Valencia, Spagna. Viene premiato al Fedrigoni Top Award nel 2010 con il second prize nella categoria 3 Dimension ed espone alla Triennale di Milano. Ma le celebrazioni dei 20 anni di Jazz & Wine of Peace non si esauriscono qui e ovviamente non poteva mancare la musica. Durante il festival sono stati presentati anche due cd dal titolo "Connessioni-Vent'anni di Jazz & Wine", prodotti dall'etichetta Klopotec con registrazioni di Iztok Zupan. Questi progetti certificano anni di sperimentazioni transfrontaliere. Concerti e collaborazioni tra musicisti che nel corso del tempo hanno generato formazioni inedite. Connessioni tra musiche, territori e percorsi di vita. Pubblicati la solo performance del pianista inglese Keith Tippett nel 2010 al Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste e Connessioni-Povezave, otto brani inediti catturati in concerti al di qua e al di là del confine che separa il Collio italiano da quello sloveno. "I confini sono fatti per essere attraversati", spiegano dall'etichetta. Non a caso il progetto è stato presentato al Castello di Rubbia, scelto appositamente per lo stretto legame del luogo con un passato di guerre e confini seguito da ricostruzione e pace. E allora sinceri auguri a Jazz & Wine of Peace nella speranza di poter ritrovare il festival per molti altri anni.

Nota: chi fosse interessato al box o ai cd può consultare il sito internet Controtempo.org e contattare direttamente i responsabili dell'associazione
 
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