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L'editoriale [numero 44]: "In memoria di Valerio Venturi. Ciao Vale, porteremo avanti i progetti"
Scritto da Marco Scolesi   
domenica 25 febbraio 2018
Quello che state leggendo è uno degli editoriali più dolorosi che abbia mai scritto. E mai avrei immaginato di scriverlo. Lo so, sembra un'espressione abusata, ma è certamente veritiera. E' dedicato al nostro direttore Valerio Venturi, morto a soli 38 anni l'8 febbraio. Ho preferito non scriverlo subito, poiché lo sconforto era troppo forte e con l'editore Freddy Colt abbiamo optato, nel giorno del funerale, per una nota di lutto firmata dal nostro Centro Studi Musicali Stan Kenton. Ora, però, "a mente fredda" mi sembrava doveroso, anzi naturale, ricordare un amico e collega come è stato per me Valerio. Quando, venerdì 9 febbraio, ho appreso la notizia della prematura scomparsa di Valerio sono rimasto in silenzio per alcuni minuti, impietrito, e un dolore intenso, unito ad una sensazione di vuoto, ha preso il sopravvento in me. Poi, piano piano, i pensieri sono tornati nuovamente a fluire e con essi anche il desiderio di ricordarlo, nel mio caso con un articolo. In fondo siamo giornalisti, è il nostro mestiere, nel bene e nel male, e Valerio, che praticava questa professione da anni, lo sapeva bene. Valerio è mancato all'Ospedale di Melzo, dove era ricoverato dopo che le sue condizioni di salute erano peggiorate alla fine di dicembre. Con grande dignità non disse quasi a nessuno della sua malattia (io l'ho saputo dopo la sua scomparsa), contro la quale ha lottato per circa due anni con coraggio e positività, nonostante stesse soffrendo. Lascia la mamma Eliana, il fratello Dario, la moglie Evelyn e i due figli. I funerali sono stati celebrati a Gessate (Milano), dove Valerio viveva da alcuni anni, anche se spesso tornava nella sua Ospedaletti, dove era nato e cresciuto. A Gessate, sua "seconda casa", era consigliere comunale di opposizione, eletto alle ultime amministrative con la lista "Gessate bene comune" e fu anche segretario del circolo locale del Partito Democratico. Ma soprattutto Valerio era un uomo di cultura e di lettere, un musicista. Classe 1979, ospedalettese "emigrato" a Milano, era uno spirito inquieto e multiforme. Chitarrista rock con i Bios, Electroterrier, Pitbull e Mexikatz (influenzato dall'ondata Grunge di Nirvana, Soundgarden e Pearl Jam), giornalista (scriveva per Il Fatto Quotidiano, Vanity Fair, Gq e Panorama e a livello locale passò anche da La Riviera e Il Secolo XIX), direttore del Mellophonium, creatore de "Il Ventre" e Tomatorana, saggista, docente di tecniche di scrittura e laureato in Lettere Moderne presso la Statale di Milano con specializzazione in Estetica. Dopo alcuni saggi e testi di critica musicale recentemente, e per questo ci eravamo sentiti in diverse occasioni, pubblicò il suo primo libro di narrativa "Scheda bianca" (edizioni Lo Studiolo di Sanremo), che avrebbe voluto presentare alla Federazione Operaia Sanremese (l'incontro era già stato fissato ma poi saltò a causa del ricovero). Nel dicembre scorso lo intervistai per La Riviera, era molto felice del risultato finale. Per chi scrive, però, Valerio era per prima cosa un caro amico. Con lui ho condiviso tante esperienze, sia nei giornali che nei festival musicali, in progetti editoriali o semplicemente per stare in compagnia e chiacchierare (Valerio era molto colto e aveva il dono dell'ironia ed era un piacere ascoltarlo). Ricordo quando con orgoglio, da ragazzo, mi portava Iperuranio, bollettino della sua Associazione di Idee che conservo ancora. E poi siamo stati sodali all'interno della redazione del Mellophonium, cartaceo e on-line, che abbiamo coordinato insieme per molti anni. Valerio è stato tra i firmatari dell’atto costitutivo del Centro Studi Musicali Stan Kenton di Sanremo, il cui organo di stampa è appunto il Mellophonium, che Valerio fondò insieme a Freddy Colt. Nel 2011 aveva ricevuto il Premio Agrofarma per il giornalismo dalla Fondazione “Umberto Veronesi”. Per uno strano scherzo del destino è venuto a mancare nei giorni del Festival di Sanremo, lui che nel 2001 aveva calcato il palco dell’Ariston affiancando, come chitarrista, la star internazionale Ronan Keating. È stato inoltre il primo presidente dell’Accademia della Pigna e tra i fondatori della Cooperativa Cmc-Collegio Musici e Cerimonieri, nonché il capo-ufficio stampa Kip (Kenton Information Point). Una delegazione del Centro Studi Musicali Stan Kenton e del gruppo editoriale Mellophonium, guidata da Freddy Colt, ha partecipato alle esequie religiose e lo ha salutato per l'ultima volta ma con una promessa, quella di ricordarlo con progetti e iniziative. E così sarà, ad iniziare da Ospedaletti. L'assessore alla Cultura e Manifestazioni Umberto Germinale (nonché fotografo del Mellophonium), in collaborazione con Freddy Colt, sta organizzando un calendario, che scatterà sabato 17 marzo. "Si tratta di una serie di incontri con scrittori, poeti e musicisti locali che hanno collaborato e conosciuto Valerio - ci anticipa l'assessore Germinale -. Ho dato incarico a Freddy Colt, quale amico di Valerio e operatore culturale, di imbastire una programmazione. Gli eventi si terranno presso la Biblioteca Civica". Il ciclo è promosso dalla Accademia della Pigna insieme all'Assessorato alla Cultura, si intitolerà "Il Cantico della Bellezza-Poeti e musici per Valerio Venturi". Comprenderà cinque appuntamenti alla Biblioteca Civica, tutti al sabato pomeriggio. Si inizierà il 17 marzo, per poi proseguire il 31 marzo (presentazione del romanzo di Valerio "Scheda bianca"), quindi il 14 aprile, 28 aprile e 12 maggio, ultimo incontro. Parteciperanno, tra gli altri, Massimiliano Morelli, Giulio Nicolis, Orso Tosco, Carlo Aonzo, Geoffrey De Vai, Freddy Colt, Daniela Cassini, Thommy Campbell, Claudio Porchia, Umberto Salemi, Max Carja, Sergio Caputo, Fabrizio Vinciguerra, Enzo Monaco, Marco Innocenti, Claudia Murachelli e Carlo Ormea. A questi eventi si aggiungeranno altre iniziative, che partiranno dal Centro Studi Musicali Stan Kenton di Sanremo. Tante le ipotesi al vaglio del direttivo: tra queste un premio, una borsa di studio, un concorso di giornalismo musicale, workshop, incontri e manifestazioni musicali. Tutti i progetti sono allo studio e in fase embrionale ed è prematuro parlarne, anche se certamente a marzo, in occasione degli eventi di Ospedaletti, verrà pubblicato un numero speciale della nostra rivista cartacea (il 32), che poi sfocerà in un secondo numero (il 33) dedicato a Giovanni Choukhadarian, altro membro del Csk scomparso recentemente. I due numeri avranno come tema i rapporti tra il jazz e le altre arti, tema che Valerio aveva condiviso fin dall'inizio (avrebbe desiderato scrivere il pezzo sul jazz-rock, poiché lui dal rock arrivava e il jazz aveva imparato ad apprezzarlo, ma con cautela, anche grazie al Mellophonium). E anche questo suo ultimo slancio ci darà la forza per portare avanti i "suoi-nostri" progetti. Ciao "Vale", ciao direttore.

(2 fotografie di Davide Dalmasso a pagina 102 della Galleria immagini)
 
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