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sabato 24 agosto 2019
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Articoli
L'editoriale [numero 54]: "20 anni di Mellophonium. Il sito Ŕ la storia di un golpe"
Scritto da Marco Scolesi   
martedý 06 agosto 2019
Questa volta ci autocelebriamo e anche con la giusta dose di orgoglio e soddisfazione. C'è grande attesa, infatti, per l'inaugurazione della mostra “Neanche tanto saltuario... 20 anni di Mellophonium” dedicata alla nostra rivista di cultura musicale, organo ufficiale del Centro Studi Musicali Stan Kenton, fondata a Sanremo ma ormai nota tra studiosi e cultori a livello nazionale. Il vernissage di apertura avrà luogo domani, mercoledì 7 agosto, alle ore 19 presso la sede del Club Tenco (lungomare Italo Calvino): ricordiamo che, per disposizioni organizzative, la mostra sarà aperta durante le mattinate dei giorni successivi dalle 10.30 alle 12.30, contrariamente a quanto riportato in un primo momento. L'esposizione vuole essere un modo per rendere partecipe la cittadinanza di un progetto fiore all'occhiello della nostra città, che ha saputo richiamare fin da subito l'attenzione di eminenti personaggi e critici della musica italiana. Il pubblico troverà un allestimento comprendente pannelli illustrativi, documenti, curiosità e cimeli relativi alla storia della rivista, insieme alle trentacinque copertine, che cotituiscono una vera e propria carrellata di questi primi venti anni. Durante l'happening sarà presentato il volume XXXVI del Mellophonium ricco di interventi e articoli riguardanti Fred Buscaglione - a cui è dedicata la rassegna "Zazzarazzaz" - swing italiano e tematiche affini: la presentazione sarà a cura del direttore responsabile della rivista Romano Lupi. Al taglio del nastro interverrà anche l'assessore alla cultura Silvana Ormea insieme ai curatori della mostra e a Freddy Colt, presidente del Centro Studi Musicali Stan Kenton. Personalmente, in attesa della presentazione ufficiale, vi anticipo il testo che ho scritto per il numero 36, dedicato al nostro sito. Ecco il testo. Il titolo è "Mellophonium.it, storia di un golpe". "Tutto è iniziato con il cartaceo, d'accordo, ma in parallelo, almeno dal 2003, esiste anche il Mellophonium on-line. Un sito, che ho l'onore di coordinare, oggi apprezzato e letto da quella che potremmo definire una "nicchia" di appassionati di jazz (e musica classica). Ma soprattutto, nel corso degli anni, il sito ha saputo costruirsi un suo spazio presso gli addetti ai lavori (discografici, uffici stampa, musicisti e organizzatori di festival). Cosa c'è dietro a tutto questo? La risposta, un po' scherzosa ma al tempo stesso resistente, potrebbe essere: un "golpe" in nome del jazz. Quando fu creato dall'editore Freddy Colt e dall'allora direttore Valerio Venturi, infatti, il sito, pur ospitando jazz e swing, era orientato anche verso altri generi musicali, soprattutto rock e canzone d'autore. Nulla di male, anzi, però questo insieme di generi all'epoca non ci consentì di esprimere un'identità chiara e riconoscibile. Fu per questo motivo che proposi a Freddy e Valerio di modificare il sito, o meglio di "rifondarlo" e contestualmente di assumerne la gestione. Devo ammettere di aver avuto, fin da subito, il sostegno dell'editore e della direzione anche se, a conti fatti, si è trattato di un colpo di stato in piena regola, che peraltro prosegue ancora oggi. O almeno noi, nella nostra redazione "virtuale", amiamo definirlo così ma senza prenderci troppo sul serio. Non a caso parlo di redazione, poiché il "passaggio" è stato possibile grazie ad Adriano Ghirardo e Umberto Germinale. A loro si uniscono, occasionalmente e per gli eventi francesi, Jean Louis Truchi (più noto come Poulpy) e Marcello Boeri. Fondamentale è stato (ed è) Paolo La Cola, il nostro grafico e artista di web design, che ha effettuato una preziosa opera di restyling a più riprese. Ma andiamo con ordine. La prima esigenza fu quella di riorganizzare il sito in sezioni tematiche: presero così forma News, Articoli, Rassegne, Recensioni e Interviste, tutte visualizzabili nella home page. Chiesi, inoltre, di poter inaugurare una Galleria Immagini, fino a quel momento assente, oggi formata al 90% da scatti del fotografo Germinale della Phocus Agency. Iniziai a scrivere gli "Editoriali", uno al mese con un filo conduttore che indaga il rapporto tra il jazz e le altre arti (soprattutto letteratura e fotografia), e invitai il Ragioniere, ovvero Ghirardo chitarrista del Jazz in Duet, di curare la sezione "Recensioni" (sempre aggiornata con 3 o 4 scritti al mese). Le interviste c'erano già, ma ora sono inserite nella sezione dedicata. Per il resto ci occupiamo di attualità jazz con programmi e resoconti di festival italiani e francesi. Inoltre, nel corso degli anni, ci siamo inventati alcune iniziative come il Best Jazz annuale (una classifica con i migliori dischi jazz italiani e stranieri) e "My favorite things" (una lista con i cd jazz preferiti di sempre, quelli da isola deserta). E poi una rarità, un regalo prezioso, la rubrica musicale curata dallo scrittore Sandro Bajini ("Il suono del Bajini"), nella quale con arguzia e competenza l'ironico intellettuale porta i lettori tra le "pieghe" dell'opera e della musica sinfonica. Una bella avventura, che ha arricchito tutti noi, in nome della musica di qualità e d'arte (sia di estrazione afro-americana che di matrice europea, improvvisata o composta), che proseguirà su questa linea, magari con ulteriori novità. E se è vero che con il lavoro di questi anni abbiamo guadagnato la stima del pianista Franco D'Andrea (più volte recensito e intervistato) o del poeta Giuseppe Conte (appassionato di jazz e opera), solo per citare due nomi prestigiosi, significa che la strada tracciata è quella giusta. Leggeteci quindi, il sound del Mellophonium risuona anche on-line".
 
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