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mercoledì 23 settembre 2020
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Intervistando: Rosario Bonaccorso, "Il Percfest 2021 potrebbe lasciare Laigueglia, cerco nuova sede"
Scritto da Marco Scolesi   
giovedì 10 settembre 2020
LAIGUEGLIA - Non c'è pace per il Percfest di Laigueglia, festival jazz e "vetrina" per giovani percussionisti. A causa del Covid-19 la rassegna di giugno fu posticipata a settembre, eppure, nonostante la ripartenza in sicurezza di quasi tutte le rassegne, anche in questo secondo caso tutto è finito in un "nulla di fatto" davvero inaspettato. Ne abbiamo parlato con il direttore artistico e ideatore, il contrabbassista jazz Rosario Bonaccorso, deluso e amareggiato per la scelta dell'amministrazione di Laigueglia.

Ciao Rosario, non ci sentiamo dai tempi del lockdown Covid-19. Come stai e come hai vissuto la ripartenza?
"Ho vissuto il periodo del lockdown in Austria, con mia moglie. La ripresa verso la agognata normalità è stata più veloce rispetto all’Italia, infatti abbiamo cominciato a suonare già nei primi giorni di giugno con qualche Garten Konzert, dove erano ammessi una cinquantina di spettatori “distanziati”. Poi lentamente i numeri sono aumentati ed è scontato dire quanto sia stato meraviglioso ricominciare a suonare. Il primo concerto in Italia è stato col mio quartetto “Travel Notes-10 years after”, con Bosso, Pozza e Angelucci, abbiamo suonato a Correggio l’11 luglio. Che sensazione strana è stata arrivare alla meta, autostrade deserte e città quasi vuota, ma la sera, come per incanto ecco arrivare il pubblico, che ha riconquistato l’amato teatro e abbiamo anche suonato un doppio concerto per accontentare tutte le richieste. Quindi da luglio in poi ho ricominciato l’attività, anche se i concerti e quelli in programma sono molti di meno rispetto a quelli previsti, purtroppo per via del lockdown ho avuto circa 60 cancellazioni, un vero peccato, ma andiamo avanti, il mondo ha bisogno di musica e siamo fiduciosi".

Purtroppo il tuo Percfest di Laigueglia, riprogrammato a settembre, è saltato una seconda volta. Spiegaci i dettagli...
"Questa seconda cancellazione è stata un vero “mistero” per dirla gentilmente, perché devo ammettere che provo grande disappunto per il comportamento del Comune di Laigueglia. Quando ad aprile con l’amministrazione si era deciso di cancellare la consueta edizione di giugno, eravamo d’accordo per valutare una possibilità di rilancio a settembre nel caso fossero ripresi i concerti dal vivo durante l’estate e così è stato. Infatti l'1 luglio il sindaco mi chiama per dirmi che avrebbe voluto e potuto programmare il Percfest nelle date 3, 4 e 5 settembre. Puoi immaginarti la mia gioa, così ho lavorato intensamente per mettere su un bel programma nonostante la problematica del budget limitato per via delle spese di emergenza Covid-19 sofferte dal Comune durante il lockdown, ma alla fine ero riuscito nel mio intento e devo dirti con successo".

Quale sarebbe stato il programma?
"Il programma dei concerti vedeva Olivia Trummer solo piano, il trombettista Francesco Fratini, rivelazione dell’anno, Emanuele Cisi ed Eleonora Strino duet e a seguire il mio quartettto The Sound of Us con Sigurtà, Trummer e Angelucci, Jani Mc Pherson piano solo e un omaggio a Charlie Parker col quartetto del sassofonista americano Jesse Davis. E inoltre per via delle limitazioni di posti dovuti al distanziamento, avevamo deciso di fare un doppio spettacolo con due concerti, uno alle 21 e il secondo alle 22.30".

E poi?
"Tutto sembrava perfetto, nonostante ritardi del Comune nelle conferme amministrative dovute a problematiche tecniche, se non che, di colpo, sette giorni prima dell’apertura, il sindaco e la Giunta mi cancellano tutto, per via, dicono loro, di problematiche relative al Covid-19. Una scusa, a mio parere, assurda. Certo la cancellazione del festival da parte dell’amministrazione sarebbe stata comprensibile per ragioni di vera emergenza, anche se incomprensibile a sette giorni dall'inizio, ma come si spiega una cancellazione per emergenza Covid-19 a Laigueglia mentre in tutta la Liguria e in tutta Italia si è suonato e si sono tenuti festival di jazz e teatrali senza problemi? E inoltre come si spiega che il 4 settembre in una delle piazze di Laigueglia ci sia stata una grande festa dedicata alla cucina con centinaia di persone in circolazione, niente distanziamenti e niente controlli? Per me la cancellazione del Percfest è stata un vero soppruso, una pura scelta politica di cui ignoro ancora adesso il motivo, perché le restrizioni Covid-19 sono per tutti o per nessuno e alla data attuale non avrebbero impedito lo svolgimento del Percfest. Inoltre vedremo cosa deciderà l’amministrazione per la Festa di San Matteo prevista il 19 e 20 settembre, è la festa del paese, sia mai che il Santo cancellerà il pericolo? Per dirla tutta, la cancellazione del Percfest è stata un grande schiaffo al Percfest, alla cultura in genere, agli appassionati del Percfest, che ha manifestaato chiaramente un atteggiamento superficiale della politica locale, che non ha tenuto conto dell’importanza dell’evento a livello provinciale, regionale e nazionale, inoltre ricordo che avremmo potuto celebrare i 25 anni della nostra amata manifestazione, che si sarebbe svolta con misure di sicurezza. E poi, cosa grave, il Comune non ha tenuto conto degli impegni presi con gli artisti che non hanno ricevuto nessun rimborso, e nel conto non voglio neanche menzionare il valore del mio lavoro. Insomma la cancellazione è stato un atto vergognoso, un comportamento assolutamente non giustificabile".

E ora quale sarà il futuro del Percfest?
"Si sarà capito dalle mie parole la grande delusione che provo verso l’attuale amministrazione di Laigueglia, però, per dare speranza a tutti gli appassionati del Percfest, vi informo che ho già reagito immediatamente e soprattutto ho già deciso cosa fare. Per rispondere in modo chiaro, se nel 2021 rimarrà in carica la stessa amministrazione, che con questo ultimo dictatum ha manifestato dichiaratamente il disinteresse totale verso il Percfest e i suoi appassionati, ho già preparato un piano per trasferire il nostro festival jazz in altre due bellissime località liguri, molto note e molto amate, che hanno già una lunga storia in manifestazioni musicali di livello, non faccio nomi per privacy, ma sono entrambe nella Liguria di ponente. Ho già incontrato i loro responsabili alla cultura, che mi hanno ascoltato  attentamente e accolto la mia proposta a braccia aperte, manifestando un gran senso di rispetto e voglia di collaborare attivamente col mio Percfest. Tutto questo mi ha dato molta carica e speranza nel futuro anche se poi, come sempre, dalle parole dovremo vedere i fatti. Una cosa è certa, devo trovare una città che si meriti la bellezza del Percfest".

Come procede invece la tua attività di musicista? Quali i progetti in vista?
"Tra qualche giorno comincerò un tour di due settimane in Svizzera col pianista svizzero Claude Diallo. Sperando di non ricevere qualche stop alla musica per emergenza Covid-19, l’autunno si prospetta buono e con molte belle e nuove esperienze, tra cui oltre alle collaborazioni come sideman, anche un tour novembrino con il mio quartetto A New Home, per presentare l'ultimo omonimo cd. Sto anche cercando le date giuste per la registrazione dei due cd che volevo già registrare nel maggio 2020, uno col nuovo trio The Sound of Us, con Olivia Trummer e Fulvio Sigurtà e l’altro col mio quartetto Travel Notes, che nel 2020 ha compiuto 10 anni".

Vorrei chiudere con un gioco, che però nasconde delle insidie poiché non è mai facile decidere. Quali sono i tuoi 5 dischi preferiti?
"My funny Valentine di Miles Davis e dallo stesso concerto anche Four & More, due dischi che a vent’anni mi hanno fatto scoprire cosa è il jazz, in particolare avvolgendomi nel suono del basso di Ron Carter e in quella azione dinamica e creativa che era la sezione ritmica di Miles, magia, interplay, intuizioni, energia, bellezza del suono e sintesi musicale. Ancora oggi per me rimane un capolavoro. Ornette Coleman, "The shape of jazz to come", che più avanti mi ha fatto capire dove stavamo andando, aiutandomi a liberare la mente e guardando oltre. Joao Gilberto, fra tutti i suoi dischi scelgo "Amoroso", che ha aperto in me un altro canale della composizione, quello della affinità con i suoni e sapori musicali della musica brasiliana. "Ah Hum" di Charles Mingus. Il suo carisma musicale ha cominciato ad ispirarmi fin dal primo ascolto, ne adoro l’aspetto compositivo e soprattutto quello della leadership, che cerco di proporre anche nei miei gruppi. La grande lezione che ci insegna Mingus è quella di come guidare con personalità la band nel-dal ruolo di contrabbassista. Del resto, continuiamo ad imparare".
 
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