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Prato: il 31° Met Jazz dal 16 febbraio al 27 marzo. Il tema č "Seven (Giant) Steps to Heaven" |
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Scritto da Marco Scolesi
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domenica 15 febbraio 2026 |
PRATO – Dopo aver festeggiato i suoi primi 30 anni la scorsa edizione e aver salutato Stefano Zenni che la aveva curata con passione e ottimi risultati per 27 anni, la 31a edizione della rassegna Met Jazz a Prato prosegue il suo volo libero verso nuovi orizzonti e nuovi traguardi con la nuova direzione artistica di Enrico Romero e Giuseppe Vigna e si svolgerà dal 16 febbraio al 27 marzo al Teatro Metastasio, al Teatro Fabbricone e in altri luoghi della città con il tema "Seven (Giant) Steps to Heaven". Organizzato dal Teatro Metastasio di Prato, dopo il successo dell’anteprima con il concerto in esclusiva italiana della Fire! Orchestra, Met Jazz 2026 fa abbracciare avanguardia e tradizione in una serie di appuntamenti imperdibili che ricordano e celebrano due vere leggende del jazz moderno come Miles Davis e John Coltrane, di cui quest’anno ricorrono i centenari. Mantenendo le preziose collaborazioni e sinergie con Musicus Concentus, Eventi Music Pool, Toscana Produzione Musica, Scuola di Musica Giuseppe Verdi, Mabuse Cineclub/Cinema Terminale, Biblioteca Lazzerini, il festival inaugura una nuova partnership con due altre delle realtà più attive nella documentazione delle nuove traiettorie della musica contemporanea, il Centro d’Arte dell’Università di Padova ed Area Sismica, con cui è nato un coordinamento, battezzato con la denominazione monkiana di Brilliant Corners. Met Jazz 2026 è dedicato a D’Angelo, Louis Moholo Moholo, Marianne Faithful e Sheila Jordan. Saranno sette gli appuntamenti principali (i Seven Steps del titolo della rassegna), con un programma che prevede undici concerti.
APERTURA CON IN A MILES WAY
Lunedì 16 febbraio al Teatro Metastasio alle ore 21 l’inaugurazione è affidata a un doppio appuntamento, quasi un “Gran Gala” del jazz, che celebra Miles: si parte con In a Miles Way, un sentito omaggio al maestro da parte di un ottetto diretto da Franco Baggiani e Diego Carraresi, una vera e propria “All Stars” intergenerazionale della scena jazz toscana, e si prosegue con la proiezione di "Ascensore per il patibolo", il celebre noir diretto da Louis Malle e interpretato da un’indimenticabile Jeanne Moreau, che proprio alla colonna sonora di Miles Davis deve il suo alone di leggenda.
23 FEBBRAIO
Lunedì 23 febbraio al Teatro Metastasio alle ore 21, si esibiscono due gruppi tutti al femminile: dapprima il Tiptons Saxophone Quartet, un quartetto di sassofoni formato a Seattle da Amy Denio e Jessica Lurie, una vera e propria micro big band che spazia dal jazz al funk, dal gospel al balkan; a seguire la batterista, cantante e produttrice brasiliana Mariá Portugal in duetto con la pianista polacca Marta Warelis, emersa in questi anni come una delle musiciste più versatili, coraggiose e dotate dell’improvvisazione europea, presentano in anteprima il loro album di prossima uscita.
2 MARZO
Lunedì 2 marzo al Teatro Metastasio alle ore 21, ancora un doppio concerto, questa volta dedicato a due nuove eccellenze del jazz italiano che presentano le loro opere prime: ad apertura di serata, considerato uno dei migliori talenti della nuova generazione, il chitarrista Francesco Zampini presenta in anteprima il nuovo album Somewhere, Everywhere, che si avvale della partecipazione dello statunitense Jeff Ballard, uno dei batteristi più rinomati sulla scena internazionale, in una formazione completata dal talento del bassista Michelangelo Scandroglio; a chiusura di serata il trio Emem, che riunisce tre dei solisti di maggior caratura del jazz italiano come il pianista Simone Graziano, il bassista Francesco Ponticelli e il batterista Marco Frattini, per presentare il loro album d’esordio.
8 MARZO
Domenica 8 marzo al Teatro Metastasio alle ore 21 va in scena il trio di James Brandon Lewis (miglior tenor sassofonista e miglior artista in assoluto dell’anno all’annuale referendum della storica rivista Down Beat), ormai considerato una delle punte di diamante del nuovo jazz statunitense, quello più vitale e coraggioso e erede dei suoni dei maestri Coltrane, Archie Shepp e Albert Ayler.
13 MARZO
Venerdì 13 marzo, alla Scuola di Musica Giuseppe Verdi alle ore 21, in collaborazione con Toscana Produzione Musica, c’è il concerto del Groovin’ High Bebop Quintet, diretti dal sassofonista Lorenzo Simoni, il trombettista Mauro La Mancusa, il pianista Alessandro Lanzoni, il bassista Gabriele Evangelista e la batteria di Simone Brilli per rendere omaggio ai roventi anni del Bebop, al suo linguaggio innovativo, le armonie complesse, le velocità vertiginose e ai maestri, Charlie Parker e Dizzy Gillespie in particolare, che ne furono i protagonisti.
16 MARZO
Lunedì 16 marzo al Teatro Metastasio alle ore 21 due eccellenze del sassofono riservano un nuovo doppio appuntamento: ad apertura di serata, Jon Irabagon (vincitore nel 2008 del Thelonious Monk Competition, il più prestigioso concorso di jazz al mondo), si esibisce a fianco di altri tre fuoriclasse del jazz contemporaneo come il pianista Matt Mitchell, il bassista Chris Lightcap e il batterista Sam Ospovat; a seguire l’Interstellar Electro Space vede in azione il sassofono di Francesco Bearzatti in coppia con la batteria di Stefano Tamborrino in un progetto che nasce proprio da un input di Met Jazz per celebrare Coltrane attraverso una rilettura contemporanea di Interstellar Space, album registrato da Coltrane in duetto con Rashied Alì solo pochi mesi prima della sua scomparsa e che si può quasi considerare come il suo testamento spirituale.
CONCERTO FINALE CON PAT THOMAS
Per il concerto finale, venerdì 27 marzo al Teatro Fabbricone alle ore 21, arriva Ahmed, un quartetto che nasce con l’intento di reinterpretare le composizioni di Ahmed Abdul Malik (tra i primi a interessarsi alle musiche del mondo – Medio Oriente e Nord Africa in particolare – e a incorporarle nel jazz) e di suonare una musica che a esse si ispira. Tra gli artisti in scena, il pianista britannico Pat Thomas è autore di una musica che è al tempo stesso innovativa, dirompente e mistica (di fede Sufi, la spiritualità è da sempre al centro del suo universo musicale) e radicata nelle radici ancestrali africane e nella fascinazione per il misticismo islamico.
Una serie di proiezioni cinematografiche, incontri e conferenze completano e arricchiscono il programma con la sezione Met Jazz Off.
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