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Recensendo [cd]: "Blind spots-Still looking" di Sergio Di Gennaro |
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Scritto da Adriano Ghirardo
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lunedì 29 giugno 2026 |
Non conoscevo il pianista torinese Sergio Di Gennaro (classe 1981) prima di accingermi all'ascolto di questo disco, prodotto da Gleam Records, ma il fatto che si presentasse accompagnato da Ares Tavolazzi ed Enzo Zirilli mi predisponeva in maniera positiva. E bastano le prime note di “Just breathe!”, esortazione rivolta a sé stesso (secondo le note di copertina) ma tranquillamente estendibile ad ognuno di noi di fronte alle ansie del nostro quotidiano, per respirare un'aria piacevole e rincuorante. Le otto tracce che compongono questo bel lavoro si muovono sulle coordinate di un jazz sempre alla ricerca della melodia in uno stile che, per voler cercare un paragone esplicativo, ricorda le traiettorie del trio di Enrico Pieranunzi. In due tracce si aggiunge il sassofono di Emanuele Cisi a testimoniare la stima nei confronti del leader e compositore ed aggiungere colori alla tavolozza sonora. Che siano capitoli più nostalgici (“Night sorrow”) o allegri (“Tilo's walk”) si percepisce il lirismo come cifra stilistica predominante quasi come antidoto alla “cecità moderna” evocata nell'omonimo brano (“Modern blindness”). Che il brano “Wound up to fly” chiuda il disco col suono di un carillon è esemplificativo della speranza di essere pronti a spiccare il volo verso un mondo più pacificato sperando di non dover attendere molto tempo per riascoltare Di Gennaro come successo dall'esordio (“All'improvviso” del 2009) alla seconda incisione solista.
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